Nasce il consorzio dell'olio d'oliva

ARCO. Per la folta schiera di appassionati olivicoltori nostrani è una piccola ma sostanziale rivoluzione. Mario Morandini e Stefano Bonamico, due fra i più premiati produttori della zona, hanno unito le forze dando vita al primo consorzio interamente dedicato all'olio extravergine. L'idea è di mutuare - con le dovute proporzioni - l'esperienza delle cantine sociali vitivinicole: conferimento, lavorazione e commercializzazione sotto un'unica regia. La società agricola consortile prende il nome di «Olio Cru», che poi sta a significare «olio centro ricerche ulivo». I due soci fondatori hanno messo insieme, per ora, un capitale sociale di 10 mila euro con l'intenzione di suddividerlo, prossimamente, in quote dell'1% da distribuire ai futuri soci. L'obiettivo è raggiungere annualmente una produzione di almeno 200 ettolitri, limitata ma sufficiente per andare alla conquista di quel mercato di nicchia che brama ardentemente la qualità e che è disposto a pagarla. Morandini e Bonamico, domenica pomeriggio, hanno aperto le porte del frantoio al centro Omega (ubicazione provvisoria: presto se ne cercherà una più adatta al contesto agricolo) per presentare il loro olio fresco di spremitura e anche la nascita del nuovo consorzio. Ieri pomeriggio i due soci hanno fornito i dettagli dell'operazione. La filosofia è similare a quella che regola l'attività delle cantine sociali: il consorziato conferisce il proprio quantitativo di oliva al frantoio che si occupa, così, della spremitura, dell'imbottigliamento, dello stoccaggio e quindi della commercializzazione. La società, ovviamente, non ha scopo lucrativo, come recita l'articolo 4 dello statuto. Al socio, oltre ad una fornitura d'olio per l'autoconsumo, verrà corrisposto, successivamente, una parte degli utili, ovviamente al netto delle spese per il funzionamento della macchina nel suo complesso. A grandi linee è quello che accade nelle cooperative ortofrutticole anche se qui entrano in gioco ulteriori fattori come la tipicità del prodotto, la salvaguardia territoriale e la promozione turistica. Ridurre i costi di produzione, regolarizzare i prezzi alla produzione, svolgere attività di assistenza e consulenza tecnica, divulgare, promuovere e coordinare studi e ricerche, sviluppare l'immagine e il marketing sono solo alcune delle attività preventivate. Chi vorrà entrare a far parte del consorzio, però, sarà chiamato al rispetto di un protocollo preciso su modi e tempi di coltivazione e conferimento dell'oliva. Per ottenere l'olio doc altogardesano, ad esempio, la raccolta dovrà avvenire in tempi ristretti e anticipatamente rispetto alle usanze. «Concordo con il presidente di Slowfood Petrini - la conclusione di Morandini - quando dice che l'agricoltura può dare un futuro a nostri giovani. Ma bisogna crederci di più».

di Gianluca Marcolini dal Trentino del 21 ottobre 2011

Nasce il consorzio dell'olio d'oliva

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